Il portafoglio in nome proprio entra nell'attivo ereditario. Gli eredi presentano la dichiarazione di successione entro dodici mesi, autoliquidano l'imposta (4 per cento sopra 1.000.000 per ciascun figlio o per il coniuge) e ricevono i titoli. Il guadagno latente non viene tassato in quel momento: secondo l'impostazione prevalente, il costo fiscale dell'erede è il valore dichiarato in successione.
Il beneficiario designato acquista il capitale caso morte per diritto proprio (art. 1920, terzo comma, c.c.). Quel capitale non fa parte dell'asse ereditario e non sconta l'imposta di successione (art. 12, comma 1, lettera c, D.Lgs. 346/1990). La compagnia paga direttamente, senza attendere la dichiarazione di successione né la pubblicazione del testamento.
Alla morte la compagnia trattiene il 26 per cento sul guadagno finanziario maturato: è esente solo la parte che remunera il rischio demografico (art. 34 DPR 601/1973). E i premi versati contano per la legittima (art. 1923, secondo comma, c.c.). La polizza non è una scorciatoia intorno ai legittimari, e nemmeno intorno all'imposta sostitutiva.
L'azienda va al figlio che la guida, il portafoglio da 10.000.000 alla figlia. Alla morte tutto entra nell'asse: dichiarazione di successione, 320.000 di imposta con due franchigie, e il figlio può chiedere la riduzione se la sua quota risulta lesa.
Il patto di famiglia (artt. 768-bis ss. c.c.) assegna l'azienda senza collazione né riduzione. La polizza con la figlia beneficiaria paga fuori dall'asse e senza imposta di successione. I premi, però, restano nella riunione fittizia: l'equilibrio fra i due figli va costruito sui valori, non sull'idea che la polizza sparisca.
L'erede residente fuori dall'Italia deve entrare nella procedura italiana: dichiarazione di successione, autoliquidazione, trasferimento dei titoli dal dossier del defunto, banca che sblocca solo a pratica chiusa.
La compagnia paga il beneficiario su certificato di morte e documenti di identità, per diritto proprio, senza che quel capitale compaia nella dichiarazione. La fiscalità del Paese di residenza del beneficiario e l'eventuale ritenuta del sostituto vanno verificate prima, non dopo.
Al compagno si arriva solo per testamento, che viene pubblicato. Aliquota 8 per cento senza franchigia: su 10.000.000 sono 800.000 di imposta di successione, oltre alla legittima dei figli.
Il capitale è pagato per diritto proprio, senza imposta di successione e senza passare dal testamento. Costa il 26 per cento sui 4.000.000 di guadagno, 1.040.000. E se ci sono figli o coniuge, i premi entrano nella riunione fittizia (art. 1923, secondo comma) e la designazione è presunta liberalità (Cass. 3263/2016).
Finché la lite sul testamento non è chiusa, il portafoglio resta in attesa: la banca non trasferisce, gli eredi litigano sulle quote, il valore oscilla nel frattempo.
La designazione è un rapporto contrattuale con la compagnia, non una disposizione successoria (SS.UU. 11421/2021). La clausola «eredi legittimi» dà una divisione per capi, e un testamento successivo non la muta se non con volontà inequivoca. La lite sul testamento non ferma il pagamento, salvo che sia la designazione stessa a essere contestata.
Il figlio lasciato fuori esercita l'azione di riduzione contro le donazioni e le disposizioni testamentarie che ledono la sua quota (artt. 536 ss. c.c.).
Lo stesso. L'art. 1923, secondo comma, fa salve collazione, imputazione e riduzione rispetto ai premi pagati. I premi versati a favore del fratello sono una liberalità indiretta e si riducono (Cass. 3263/2016; Cass. 29583/2021; Trib. Sondrio 131/2025). Il capitale resta fuori dall'asse, ma la lesione si ripara.
Un portafoglio è un portafoglio: entra nell'asse, paga il 4 per cento, si divide fra gli eredi.
Peggio. Una unit-linked in cui la compagnia non garantisce alcuna somma indipendente dal valore del fondo è, per la Cassazione, un prodotto finanziario e non un'assicurazione (Cass. 3785/2024). Perde l'art. 1923. Che perda anche il meccanismo dell'art. 1920 e l'esclusione dall'imposta di successione è un argomento possibile, non ancora deciso. Non è un rischio da correre.
| Imposta di successione, portafoglio diretto | |
| Imposta sui redditi alla morte, portafoglio diretto | |
| Imposta di successione, polizza | |
| Imposta sui redditi alla morte, polizza (26% sul guadagno) | |
| Differenza a favore della polizza | |
| Plusvalenza latente alla quale le due strade si equivalgono |
Gli esiti civilistici e fiscali descritti in questa pagina sono normativi e giurisprudenziali. Poggiano sulle fonti primarie elencate sotto e descrivono il diritto italiano alla data dell'ultima revisione. Aliquote e franchigie possono cambiare; le cifre riportate sono quelle in vigore a quella data e non costituiscono un parere su un caso concreto.
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