Polizza vita, trust o holding di famiglia: che cosa usare per il passaggio generazionale
Quando una famiglia comincia a ragionare sul passaggio generazionale, le tre parole arrivano quasi sempre insieme: polizza, trust, holding. Vengono presentate come alternative, e a volte lo sono. Più spesso risolvono problemi diversi, e la scelta giusta dipende da che cosa c’è da trasmettere: un’azienda, un portafoglio liquido, immobili, o un patrimonio da governare per eredi ancora giovani o fragili.
- La polizza trasferisce un capitale finanziario fuori dall’eredità e senza imposta di successione.
- Il trust serve a governare un patrimonio nel tempo; dal 2025 l’imposta si paga di regola quando i beni passano ai beneficiari.
- La holding conserva il controllo dell’azienda: il passaggio delle partecipazioni di controllo a discendenti e coniuge è esente se il controllo dura cinque anni.
- Nessuno dei tre esclude i legittimari e nessuno protegge in modo assoluto dai creditori.
Questa pagina mette i tre strumenti uno accanto all’altro con le regole italiane in vigore a ottobre 2026.
Il confronto in una tabella
| Polizza vita | Trust | Holding di famiglia | |
|---|---|---|---|
| Che cosa fa | Trasferisce un capitale ai beneficiari designati alla morte dell’assicurato | Separa i beni dal patrimonio del disponente e li affida a un trustee per uno scopo o per dei beneficiari | Concentra partecipazioni e investimenti in una società le cui quote si trasmettono agli eredi |
| Chi decide sugli investimenti | La compagnia e il gestore del fondo, non il contraente | Il trustee, secondo l’atto istitutivo | Gli amministratori, cioè di fatto la famiglia |
| Imposta di successione | Esclusa sul capitale (art. 12, c. 1, lett. c, D.Lgs. 346/1990) | Dovuta al trasferimento ai beneficiari, o in anticipo per opzione (art. 4-bis) | Esente per le partecipazioni di controllo trasferite a discendenti e coniuge, con impegno quinquennale (art. 3, c. 4-ter) |
| Imposte sui redditi nel frattempo | Nessuna fino al riscatto o al decesso; poi 26 per cento sui rendimenti | Il trust è soggetto IRES; se trasparente i redditi si imputano ai beneficiari | IRES sulla società, dividendi e plusvalenze da partecipazioni esclusi al 95 per cento; 26 per cento sui dividendi alle persone fisiche |
| Legittima | Riducibili i premi versati, non il capitale (art. 1923, c. 2) | Salve le norme sulla successione necessaria (Convenzione dell’Aja, art. 15) | Le quote entrano nel calcolo per il loro valore; patto di famiglia come correttivo |
| Creditori del titolare | Art. 1923 c.c., se il contratto è un’assicurazione vera | Beni separati, ma esposti a revocatoria se il conferimento danneggia i creditori | Le quote restano aggredibili dai creditori del socio |
| Costi | Costi annui della compagnia, del gestore e della banca depositaria | Atto istitutivo, notaio, compenso annuo del trustee | Costi societari, contabilità, rischio di disciplina delle società di comodo |
La polizza vita: semplice, ma non per tutto
La polizza è lo strumento più semplice per un patrimonio finanziario liquido. Il capitale arriva ai beneficiari fuori dall’eredità, senza imposta di successione, in tempi che non dipendono dalle pratiche successorie. I rendimenti crescono senza imposte fino al riscatto o al decesso, quando si paga il 26 per cento sulla differenza fra valore e premi.
I limiti sono tre. Non accoglie bene un’azienda operativa o immobili. Non permette al contraente di governare gli investimenti titolo per titolo, e se lo fa di fatto rischia la riqualificazione da parte del fisco. E protegge solo se è un’assicurazione vera: dal 2024 la Cassazione esclude le unit linked pure. Sul piano successorio i legittimari possono chiedere la riduzione dei premi: come si fa il conto è spiegato con un esempio.
Il trust: governo del patrimonio nel tempo
Il trust è riconosciuto in Italia dal 1992, con la ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 (legge 364/1989). La sua forza non è fiscale: è la possibilità di decidere oggi come un patrimonio sarà amministrato e distribuito per anni, anche quando i beneficiari sono minori, non ancora nati o non in grado di gestirlo. La Convenzione fa però salve le norme imperative sulla successione necessaria (art. 15): il trust non cancella la legittima.
La fiscalità è cambiata con la riforma del 2024. Dal 1° gennaio 2025 l’imposta di successione e donazione si applica quando i beni passano ai beneficiari, con aliquote e franchigie calcolate sul rapporto fra disponente e beneficiario (art. 4-bis del D.Lgs. 346/1990, introdotto dal D.Lgs. 139/2024). Il disponente può scegliere di pagare subito, al momento del conferimento, fissando base imponibile e aliquote; il D.Lgs. 148/2026 ha esteso l’opzione al momento dell’apertura della successione e alle imposte ipotecaria e catastale.
Per le imposte sui redditi il trust è un soggetto IRES (art. 73 del TUIR): se i beneficiari sono individuati, i redditi si imputano a loro anno per anno; altrimenti li tassa il trust. Le distribuzioni ai residenti da trust esteri opachi stabiliti in Paesi a fiscalità privilegiata sono redditi di capitale (art. 44, comma 1, lettera g-sexies), come ha spiegato l’Agenzia nella circolare 34/E del 20 ottobre 2022. I costi indicativi riportati dalla stampa specializzata vanno da 10.000 a 15.000 euro per la redazione dell’atto, più il notaio e un compenso annuo del trustee.
La holding di famiglia: lo strumento per l’azienda
Quando al centro del patrimonio c’è un’impresa, la holding è spesso il primo strumento da considerare. Il trasferimento a discendenti e coniuge delle partecipazioni che danno il controllo è esente da imposta di successione e donazione se gli eredi mantengono il controllo per almeno cinque anni e lo dichiarano nella dichiarazione di successione o nell’atto di donazione (art. 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 346/1990). Se l’impegno viene meno, l’imposta torna dovuta con sanzioni e interessi.
Dentro la holding, dividendi e plusvalenze sulle partecipazioni sono esclusi da imposta al 95 per cento (artt. 89 e 87 del TUIR, alle condizioni della participation exemption). La legge di Bilancio 2026 aveva introdotto soglie minime di partecipazione per questi benefici; il decreto-legge 38/2026, convertito dalla legge 88/2026, le ha abrogate con effetto dal 1° gennaio 2026. Quando i dividendi escono dalla holding verso i soci persone fisiche si paga il 26 per cento.
Bastano la domanda e i Paesi coinvolti per impostare il confronto.
Fare una domanda →I limiti: una holding che detiene soprattutto liquidità e titoli rischia la disciplina delle società di comodo; le quote restano esposte ai creditori del socio; e la legittima si calcola sul loro valore. Il patto di famiglia (art. 768-bis c.c.) permette di assegnare l’azienda o le partecipazioni a uno o più discendenti con il concorso degli altri legittimari, che vengono liquidati.
Le combinazioni più frequenti
- Azienda e liquidità. La holding per le partecipazioni operative, la polizza per il patrimonio finanziario che non serve all’impresa.
- Eredi giovani o fragili. Un trust che governa i beni nel tempo, con la polizza come veicolo per la parte finanziaria e beneficiari coordinati con l’atto di trust.
- Famiglia in più Paesi. La polizza, che si porta da un Paese all’altro senza riscatto, accanto a strumenti locali dove servono. Dove emettere la polizza è un capitolo a parte.
Per l’imprenditore che vuole anche separare il rischio d’impresa dal patrimonio di famiglia, fondo patrimoniale, trust e polizza sono analizzati dal punto di vista della protezione.
Una nota sui numeri degli articoli
Dal 1° gennaio 2027 il testo unico delle successioni confluisce nel nuovo testo unico dell’imposta di registro e degli altri tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025) e il TUIR viene sostituito da un nuovo testo unico (D.Lgs. 117/2026): gli articoli citati qui cambiano numero. Le regole descritte restano quelle.
Domande frequenti
Meglio una polizza vita o un trust per il passaggio generazionale?
Dipende da che cosa si vuole ottenere. La polizza trasferisce un capitale finanziario fuori dall’eredità e senza imposta di successione; il trust serve a governare un patrimonio nel tempo, per esempio per eredi minori o fragili. Spesso si usano insieme.
Come è tassato il trust dal 2025?
L’imposta di successione e donazione si paga quando i beni passano ai beneficiari, con aliquote e franchigie basate sul rapporto fra disponente e beneficiario (art. 4-bis del D.Lgs. 346/1990). Il disponente può optare per il pagamento anticipato al conferimento.
La holding di famiglia evita l’imposta di successione?
Il trasferimento a discendenti e coniuge delle partecipazioni di controllo è esente se gli eredi mantengono il controllo per almeno cinque anni (art. 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 346/1990). Le partecipazioni di minoranza e gli altri beni seguono le regole ordinarie.
Il trust o la polizza permettono di escludere un legittimario?
No. Per la polizza restano riducibili i premi versati (art. 1923 c.c.); per il trust la Convenzione dell’Aja fa salve le norme sulla successione necessaria.
Che cosa protegge meglio dai creditori?
Nessuno dei tre in modo assoluto. La polizza è impignorabile solo se è un’assicurazione vera; il trust separa i beni ma il conferimento può essere revocato se danneggia i creditori; le quote della holding restano aggredibili dai creditori del socio.
Una polizza può stare dentro un trust o una holding?
È possibile, ma cambia il trattamento fiscale e successorio: per esempio, una polizza intestata a una società non gode delle regole previste per le persone fisiche. Sono strutture da progettare con un professionista, caso per caso.
Quanto costa un trust?
Le stime della stampa specializzata indicano da 10.000 a 15.000 euro per la redazione dell’atto, il costo del notaio e un compenso annuo del trustee che sui beni finanziari va indicativamente dallo 0,05 allo 0,20 per cento del valore.
Fonti e riferimenti normativi
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, artt. 3, comma 4-ter, 4-bis e 12, comma 1, lettera c), come modificati dal D.Lgs. 18 settembre 2024, n. 139 e dal D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148.
- Legge 16 ottobre 1989, n. 364 (ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 sul trust), artt. 6, 11 e 15 della Convenzione.
- TUIR, artt. 44, comma 1, lettera g-sexies, 73, 87 e 89; decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, art. 11, convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88.
- Agenzia delle Entrate, circolare 34/E del 20 ottobre 2022 (trust). agenziaentrate.gov.it
- Codice civile, artt. 768-bis e seguenti (patto di famiglia), 1920 e 1923.
- D.Lgs. 1° agosto 2025, n. 123, e D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, applicabili dal 1° gennaio 2027.
Fonti verificate il 21 ottobre 2026. Questo articolo informa in termini generali e non sostituisce una consulenza fiscale, legale o assicurativa: le regole applicabili a un contratto concreto dipendono da residenza, data di sottoscrizione e costruzione del contratto. Come vengono controllate le fonti e corretti gli errori è descritto negli standard editoriali.

Eldar guida la strategia, la ricerca e le partnership di PPLI.com. Ha acquisito PPLI.com nel 2020 e da allora si occupa di assicurazione vita private placement.
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